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Bartolomeo Bartocci
(Città di Castello, 1535 – Roma, 25 maggio 1569) è stato un mercante ed eretico italiano.

Nel 1555 partecipò all'assedio di Siena e fu convinto da Fabrizio Tommasi di Gubbio ad aderire alle idee protestanti. Poco dopo, rientrato nella città natale e colto da una grave malattia, rifiutò i conforti religiosi. Tentò anche di convertire i cugini. Braccato dall'Inquisizione fuggì a Siena e a Venezia. Da qui, sordo all'appello dei genitori che lo invitavano a rientrare e pentirsi, raggiunse Ginevra, dove si unì alla locale comunità di esuli italiani.

Da Ginevra, per ragioni legate alla sue attività mercantili, Bartocci intraprese un viaggio in Italia nel 1567, fermandosi in Sicilia, a Roma e a Genova. Le autorità genovesi, su pressioni dell'Inquisizione lo arrestarono nell'ottobre 1567, ma indugiarono assai sulla sua estradizione a Roma, temendo rappresaglie da parte degli Svizzeri sui loro mercanti (i rappresentanti dei cantoni di Berna e Ginevra fecero vive pressioni per la liberazione del Bartocci). Alla fine i governanti genovesi cedettero alla ferma intransigenza di papa Pio V, e nel gennaio 1568 Bartocci fu estradato. Ne seguì un processo che si concluse con la condanna a morte e il rogo, eseguito il 25 maggio 1569.

Bibliografia

  • C. Ginzburg, Bartocci, Bartolomeo in DBI, vol. 6 (1964)
  • S. Ragagli, Bartocci, Bartolomeo in DSI, vol. 3, p. 142