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Niccolò Buccella (Padova 1520 ca.-Cracovia 1599) è stato un medico ed eretico antitrinitario.

BiografiaModifica

Nacque a Padova, da una famiglia di mercanti e figlio di un libraio che riforniva lo Studio.

Durante gli studi universitari si convertì all'anabattismo ed emigrò dall'Italia, stabilendosi in Moravia. Faceva parte del gruppo di Francesco Della Sega e Antonio Rizzetto intercettato a Pola nel 1563 di rientro in Moravia dopo una missione di propaganda nella Repubblica di Venezia. I tre vennero arrestati e Buccella fu l'unico che si sottomise all'abiura, salvandosi la vita. Dopodiché lasciò temporaneamente le dispute religiose e si concentrò sulla pratica medica e chirurgica, raccogliendo una discreta fortuna. Braccato dall'Inquisizione veneziana e invitato da Giorgio Biandrata alla corte di Transilvania, accettò, salvandosi così da un nuovo arresto. Servì come medico personale di Stefano Báthory e al suo seguito si trasferì in Polonia nel 1576. Ebbe gravi liti con due correligionari, Fabiano Nifo e Simone Simoni. Quest'ultimo, suo collega medico, contestò l'efficacità delle sue cure sul Bathory gravemente ammalato e lo accusò come responsabile della sua morte nel 1576. Sigismondo III Vasa gli confermò l'incarico di medico reale. Morì a Cracovia nel 1599.

BibliografiaModifica

  • D. Caccamo, Eretici italiani in Moravia, Polonia, Transilvania (1558-1611). Studi e documenti, Firenze-Chicago 1970
  • D. Caccamo, Buccella, Niccolò in DBI, vol. 14 (1972)
  • A. Stella, Dall’anabattismo al socinianesimo nel Cinquecento veneto, Padova 1967 
  • A. Stella, Anabattismo e antitrinitarismo in Italia nel XVI secolo, Padova 1969