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Giovanni Della Casa (Mugello, 28 giugno 1503-Roma 1556) è stato un letterato ed ecclesiastico.

BiografiaModifica

Studiò a Bologna e Padova. Dal 1532 ai stabilì a Roma per intraprendervi l'attività ecclesiastica. Ben visto da Paolo III e dai Farnese, nel 1544 ottenne il vescovado di Benevento. Dal 1544 al 1549 fu nunzio a Venezia. Inviso a Giulio III perché legato ai Farnese sotto il suo papato dimorò in Veneto, dedicandosi tra l'altro alla stesura del Galateo (pubblicato postumo nel 1558).

Pur essendo un tipico prelato libertino del Rinascimento, Della Casa finì per aderire alle correnti più intransigenti della Controriforma. Fu uno zelante e cinico esecutore e delatore, ma scarso teologo, e finirà infine per restare inviso agli stessi “intransigenti” che cercava di accattivarsi per assicurarsi la tanto agognata nomina cardinalizia (sogno che si infranse definitivamente durante il papato di Paolo IV , che gli preferì candidati moralmente più idonei). La sua Nunziatura veneziana fu caratterizzata da una forte spinta anti-ereticale. In particolare avviò il processo contro Pier Paolo Vergerio , costretto a fuggire in Svizzera. Della Casa fu l'enstensore dell'Indice veneziano del 1549, il primo indice dei libri proibiti pubblicato in italia. Il caso curioso volle che le opere stesse di della Casa finirono in vari successivi cataloghi romani dei libri proibiti.

All'elezione papale di Paolo IV rientrò a Roma, venendo nominato primo segretario del pontefice. Paolo IV deluse tuttavia le sue aspirazioni di ascesa al cardinalato, preferendogli candidati dai costumi più illibati. Morì a Roma il 4 novembre 1556.

BibliografiaModifica

  • L. Campana, Monsignor Giovanni Della Casa e i suoi tempi, in "Studi Storici", 16 (1907), pp. 3–84, 247–69, 349–580; 17 (1908), pp. 145–282, 381–606; 18 (1909), pp. 325–513.
  • C. Mutini, Della Casa, Giovanni in DBI, vol. 36 (1988)
  • P, P. Vergerio, Scritti capodistriani e del primo anno dell'esilio (a cura di S. Cavazza e U. Rozzo), vol. II, Il catalogo de' libri (1549), a cura di U. Rozzo, Trieste, Deputazione di Storia Patria per la Venezia Giulia, 2010