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Pontesosp
Girolamo Galateo
(Venezia 1490-7 gennaio 1541) è stato un frate francescano conventuale incarcerato e processato per eresia.

Biografia

A partire dal 1530 fu processato da Gian Pietro Carafa su incarico di Clemente VII. Incarcerato ma protetto dal governo veneziano, il processo si trascinò per le lunghe, e il Galateo fu rilasciato per poi essere incarcerato di nuovo.

Morì in carcere nel gennaio 1541. L'unico scritto che ha lasciato è un'Apologia stampata postuma nel 1541. 

Gian Pietro Carafa lo ricordava nel suo memoriale a Clemente VII del 1532 come membro della "maledetta nidata" di predicatori vaganti che seminavano il veleno dell'eresia nella Repubblica. Lo stesso Carafa, divenuto papa col nome di Paolo IV, in una conversazione con l'ambasciatore veneziano Bernardo Navagero, avvenuta il 23 ottobre 1557 fece una significativa allusione al caso del Galateo, "il quale morì pur prigione, se bene ne fu cavato sotto pretesto d’indispositione, una volta. Ma, perché faceva peggio che mai poi che fu relassato, andando nelle botteghe de lebrari, spetiali et calzolari a seminare il suo veneno, la signoria fu forzata a farli dare delle mani addosso una altra volta, et morì in prigione. Et noi, essendo venuto nella chiesiola di San Nicolò un capo di diece, che non vogliamo nominare, lo facessimo cavar di chiesa, con dir che gl’era scomunicato per non haver fatto il debito suo contro quell’heretico"[1].

Bibliografia

Note

  1. D. Santarelli (a cura di), La corrispondenza di Bernardo Navagero, ambasciatore veneziano a Roma (1555-1558). Vol. 2, Dispacci al Senato, 7 settembre 1555–6 novembre 1557, Aracne editrice, Roma 2011, p. 976