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Albona, città natale di Lupetino

Baldo Lupetino
o Lupatino (Albona, 1502 ca.- Venezia, agosto 1556)

Biografia

Membro della "maledetta nidata" di predicatori vaganti denunciata da Gian Pietro Carafa nel suo memoriale da Venezia del 1532, fu annegato in laguna, come prevedeva il “rito veneziano” contro gli eretici, nell’agosto 1556, dopo aver subito una lunghissima carcerazione. Come attesta Paschini Paschini il Lupatino “era stato incarcerato nel novembre 1542 e condannato una prima volta il 27 ottobre 1547 sotto il nunzio Giovanni della Casa; ma la sentenza non era stata eseguita ed il Lupetino era rimasto in carcere, donde non uscì che per andare alla morte”[1].

Del suo caso, su segnalazione di Baldassarre Altieri, si interessò Lutero, che prima chiese al principe di Sassonia Giovanni Federico di perorare la liberazione di Lupetino col governo veneziano, poi incaricò dell'affare Mattia Flacio Illirico, nipote del Lupetino stesso, che quest'ultimo aveva convinto a trasferirsi in Germania per studiare e professare liberamente la fede protestante.

Note

  1. P. Paschini, Venezia e l’Inquisizione romana da Giulio III a Pio IV, Padova 1959, p. 122.

Bibliografia

Voci correlate

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