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Perafan de Ribera duca de Alcalà

Pedro Afán de Ribera, il viceré di Napoli che autorizzò il massacro

L'annientamento delle colonie valdesi nell'Italia meridionale si inserisce nel processo di confessionalizzazione cattolica imposto alla penisola italiana dalla Chiesa romana con la collaborazione delle autorità secolari.

Tali colonie erano presenti in Calabria sin dal XIII/XIV sec. e in Puglia dal XV sec.

Nel 1532 nel sinodo di Chanforan i valdesi aderirono alla Riforma. Il che li espose sempre di più alla persecuzione inquisitoriale. Nel 1559 si svolgeva in Calabria la predicazione dei pastori Gian Luigi Pascale e Giacomo Bonello. Furono entrambi arrestati e mandati al rogo (Pascale il 16 settembre 1560 a Roma, Bonello il 18 febbraio 1560 a Palermo). I domenicani Valerio Malvicino e Alfonso Urbino costrinsegro le popolazioni locali all'abiura, infliggendo tuttavia sanzioni talmente rigidi che ne provocarono la ribellione, nel giugno 1560. L'intervento del potere politico fu immediato e cruento: i paesi di San Sisto, Moltalto e Guardia Piemontese furono rasi al suolo e gli abitanti brutalmente massacrati.

In Puglia fu adottata invece un atteggiamento più morbido. I gesuiti guidati da Cristoforo Rodriguez convinsero i valdesi a convertirsi attraverso ripetuti interrogatori. Fu concessa la liberazione dei prigionieri deportati a Roma, cosa che ammorbidì la popolazione locale.

Bibliografia

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