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Priuli stemma

Stemma della famiglia Priuli

Alvise Priuli
(Venezia, prima decade del XVI secolo – Padova, luglio 1560) è stato un nobile patrizio italiano della Repubblica di Venezia, legato al circolo degli "spirituali" e particolarmente al cardinal Reginald Pole.

Il suo nome è citato a più riprese in tutti i grandi processi condotti dall'Inquisizione romana negli anni centrali del Cinquecento (Processi Morone, Soranzo e Carnesecchi). Il suo nome è citato a più riprese in tutti i grandi processi condotti dall'Inquisizione romana negli anni centrali del Cinquecento (Processi Morone, Soranzo e Carnesecchi).

Biografia

Nacque a Venezia nei primi anni del XVI sec. (la data esatta non è nota). I Priuli era una potente famiglia di mercanti e banchieri patrizi (poco o nulla si sa del padre di Alvise, Marco). Anche se ebbe frequentazioni con tutti i protagonisti della storia religiosa italiana del Cinquecento sensibili alle istanze di rinnovamento spirituale (tra i quali anche Pietro Bembo e Vittore Soranzo, nonché Pietro Carnesecchi, Marcantonio Flaminio, Vittoria Colonna e altri), tutte la sua vita fu legata all'amicizia col potente cardinale inglese Reginald Pole. I due cominciarono a frequentarsi assiduamente durante il soggiorno di Pole a Padova e a Venezia (1532-1536). Da questo momento in poi Priuli visse, si può dire, all’ombra dell’amico inglese. Nel 1536 Pole lasciò Padova per Roma: papa Paolo III lo fece cardinale e lo incluse nella commissione incaricata di stendere il celebre Consilium de emendanda Ecclesia. Priuli seguì l’amico inglese a Roma e da allora non se ne staccò mai, divenendo il suo più stretto e fidato collaboratore. Seguirono, tra 1537 e 1539, varie missioni all'estero (Francia, Paesi Bassi, Spagna). Alla fine del 1539 Pole e Priuli fecero ritorno a Roma. Nel 1541 il Pole si trasferiva a Viterbo, nominato legato pontificio nel Patrimonio di San Pietro. Priuli partecipò attivamente alle riunioni del circolo di discepoli che il Pole creò attorno a sé durante il soggiorno viterbese, sul modello di quello riunitosi attorno a Juan de Valdés a Napoli. Priuli quindi fu al concilio di Trento al seguito del Pole nel 1545-1546 prima che il cardinale inglese si ritirasse dall'assemblea, ufficialmente per motivi di salute (in realtà era perplesso sul decreto che condannava la giustificazione per sola fede luterana). Nel 1549-50 il Priuli assistette il Pole nel conclave da cui risultò eletto Giulio III. In tale conclave la candidatura papale di Pole fallì di pochissimo a causa della propaganda contro di lui del cardinale Gian Pietro Carafa, capo dell'Inquisizione. Nel 1553 Pole fu inviato legato apostolico in Inghilterra da parte di Giulio III: si trattava di restaurare il cattolicesimo nel regno, all'avvento al trono di Maria Tudor, obbediente a Roma. Priuli ovviamente seguì ancora l'amico e lo assistette nella sua legazione. Nel 1555 fu eletto al papato il cardinal Carafa, col nome di Paolo IV. Quest'ultimo voleva regolare i conti col gruppo degli "spirituali" capeggiato dai cardinali Pole e Morone. Priuli era sostenuto dalla Repubblica di Venezia per la nomina al vescovado di Brescia, in virtù di una promessa di Giulio III. Paolo IV, che incarcerò il cardinal Morone e tolse la legazione inglese al Pole, richiamandolo a Roma, si rifiutò di assegnare quella diocesi al Priuli, in quanto eretico e membro della "setta maledetta" del cardinale inglese, come egli confidò infine in un lungo sfogo con l'ambasciatore veneziano Bernardo Navagero. Pole, protetto da Maria Tudor, morì in patria nel novembre 1558, quasi contemporaneamente alla regina (il che comportò la nuova e definitiva scissione della Chiesa inglese da quella romana). Nell'agosto 1559 anche Paolo IV moriva e le acque si calmarono. Priuli poté quindi far rientro tranquillamente in patria. Morì a Padova nel luglio 1560.

Secondo l'autorevole studioso americano Thomas F. Mayer tra il cardinal Pole e Priuli vi sarebbe stato un legame omosessuale. L'ipotesi è discussa e non comunemente condivisa dagli storici.

Bibliografia

  • M. Firpo, D. Marcatto (a cura di), Il processo inquisitoriale del cardinal Giovanni Morone. Edizione critica, voll. I–VI, Istituto storico italiano per l’età moderna e contemporanea, Roma 1981–1995, ad indicem
  • M. Firpo, D. Marcatto (a cura di), I processi inquisitoriali di Pietro Carnesecchi. Edizione critica, voll. I–II, Archivio Segreto Vaticano, Città del Vaticano 1998–2000, ad indicem
  • M. Firpo, S. Pagano (a cura di), I processi inquisitoriali di Vittore Soranzo (1550–1558). Edizione critica, tt. I–II, Archivio Segreto Vaticano, Roma 2004, ad indicem
  • Th. F. Mayer, Reginald Pole: prince & prophet, Cambridge University Press, Cambridge 2000
  • Th. F. Mayer, Cardinal Pole in European context: a via media in the Reformation, Ashgate, Aldershot 2000
  • P. Paschini, Un amico del card. Polo: Alvise Priuli, Pontificio Seminario Romano Maggiore, Roma 1921;
  • D. Santarelli, Paolo IV, la Repubblica di Venezia e la persecuzione degli eretici. I casi di Bartolomeo Spadafora, Alvise Priuli e Vittore Soranzo , «Studi Veneziani», n.s., XLIX, 2005, pp. 311-378
  • D. Santarelli, Chiesa e Stato nelle relazioni tra la Repubblica di Venezia e la Santa Sede negli anni del papato di Paolo IV Carafa (1555-59) , «Studi Veneziani», n.s., LII, 2006, pp. 429-443
  • D. Santarelli (a cura di), La corrispondenza di Bernardo Navagero, ambasciatore veneziano a Roma (1555-1558), voll. I-II, Roma, Aracne editrice, 2011, ad indicem

Voci correlate

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