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Francesco Spiera (Cittadella 1502-27 dicembre 1548) è stato un eretico italiano.

Avvocato a Ciittadella, si convertì alle nuove idee religiose frequentando il maestro di scuola Pietro Speciale. Fu arrestato nel novembre 1547 e trasferito a Venezia, dove condivise la cella con Baldo Lupatino di Albona. Riconobbe la propria eresia ed accettò di abiurare nella basilica di San Marco a Venezia il 26 giugno 1548, quindi nella chiesa maggiore di Cittadella il 1° luglio.

In seguito all’abiura egli si convinse di aver commesso peccato contro lo Spirito Santo e di essere condannato irrimediabilmente alla dannazione eterna. Subito cadde nella più profonda disperazione. Inutili furono il conforto dei teologi e le cure dei medici a Cittadella e a Padova. Lo Spiera si lasciò morire d’inedia. La morte lo colse nel suo letto a Cittadella il 27 dicembre 1548. La storia del suo tormentato caso di coscienza fece il giro d’Europa. Pier Paolo Vergerio, che tentò vanamente di confortare lo Spiera, rimase impressionato dalla sua vicenda: in seguito ad essa egli, così affermò, maturò la scelta di abbandonare definitivamente l’Italia ed abbracciare in modo chiaro e netto la fede protestante.

Bibliografia

  • A. Jacobson Schutte, Pier Paolo Vergerio e la Riforma a Venezia, Roma 1988, pp. 363 sgg.
  • A. Prosperi, L’eresia del Libro Grande. Storia di Giorgio Siculo e della sua setta, Milano 2000, pp. 102 sgg.