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Lorenzo Tizzano
alias Benedetto Florio è stato un eretico anabattista.

BiografiaModifica

Napoletano, fu monaco nel monastero di Montoliveto. Fu quindi prete. Partecipò al circolo di Juan de Valdés e Giulia Gonzaga, e fu molto influenzato da Juan de Villafranca, che estremizzava il pensiero valdesiano e dalla frequentazione dei fratelli Busale. Trasferitosi a Padova per fuggire le predicazioni e per studiare medicina, mutando il proprio nome in Benedetto Florio. Travolto il movimento anabattista dalla delazione Manelfi, nel 1553 si presentò spontaneamente all'Inquisitore di Padova Girolamo Girello (lo stesso che processò nel 1555 Pomponio Algieri). Fu interrogato, arrestato e trasferito a Venezia. Il 13 marzo 1554 il Consiglio dei Dieci deliberò la sua estradizione a Roma, ma pare che Tizzano riuscisse a fuggire[1].

Forse tornò a Napoli, ma da questo momento in poi si perdono le sue tracce.

NoteModifica

  1. Cfr. A. Del Col, L’Inquisizione romana e il potere politico nella repubblica di Venezia (1540-1560) in “Critica storica”, XXVIII, 1991, pp. 189-250: pp. 224-25 e nota 89 ivi; A. Stella, Dall’anabattismo al socinianesimo nel Cinquecento veneto, Padova 1967, p. 101 e nota 55 ivi

BibliografiaModifica

  • C. Santus, Tizzano, Lorenzo in DSI, vol. 3, pp. 1576-77
  • A. Stella, Dall’anabattismo al socinianesimo nel Cinquecento veneto, Padova 1967 
  • A. Stella, Anabattismo e antitrinitarismo in Italia nel XVI secolo, Padova 1969
  • A. Stella, Dall’anabattismo veneto al “Sozialevangelismus” dei fratelli hutteriti e all’illuminismo religioso sociniano, Roma 1996